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La città romana di Cupra ricca di templi, terme, palazzi, le cui vestigia sono visitabili nei vari siti archeologici tornati alla luce, fu rasa al suolo dai mori nel se. VIII; sulle sue rovine fu edificato il castello di Marano sul quale dominò a lungo la curia di fermo.
Francesco Sforza legato pontificio nelle Marche, al tempo delle signorie, dimoro' a Marano dove visse nel palazzo che porta il suo nome o che è anche detto del vassello.
Le memorie ricordano tripudi di suoni e di balli mentre la voce di Bianca Visconti, duchessa Sforza, soggiogava i cuori.
Per vari secoli la vita nel castello trascorse serena fin all'unità d'italia quando, rivalutandosi il paese basso di Cupra, CupraMarittima, chiamata con l'unità di Italia, il vecchi castello di Marano cadde in disuso.
Ma "Tornare al castello di Marano" - per dirla con il poeta Oreste Ciucci - "per tutti è un lento viaggio verso le origini del nostro essere, come rondine sperduta, ad attingere, in larghi sorsi, l'acqua purissima di vivere in semplicità ed umiltà, con il ricordo dell'infanzia beata che piu' non torna".
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